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La vita del pistacchio

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Viene classificato tra la frutta secca, ma la vita di questo particolare seme è molto intrigante. Vediamo perché?

Le piante di pistacchio iniziano a produrre il frutto dopo circa 10 anni dall’innesto della pianta e ogni pianta produce da 5 a 15 kg di tignosella, così e chiamato il frutto asciugato.

Il pistacchio di Bronte viene raccolto ogni 2 anni e solo negli anni dispari, si inizia la raccolta tra la fine di agosto e gli inizi di settembre. Quando il mallo del pistacchio da rosso diventa completamente bianco è pronto per la raccolta. La raccolta è ancora manuale, gli addetti raccolgono i frutti in appositi secchi che tengono al collo, poi trasferiscono i pistacchi in sacchi di tela e li sottopongono al processo di smallatura.

Senza mallo i pistacchi vengono asciugati al sole per 3/4 giorni e sono pronti per essere venduti.


Negli anni di non raccolta si procede alla potatura verde, cioè le gemme in fase di crescita vengono tolte a mano. Questo tipo di potatura risale ai tempi della dominazione araba. Grazie al riposo infatti la pianta assorbe le sostanze per produrre un frutto più ricco di sapori.

L’Italia non è il maggior produttore di pistacchi al mondo, ma è comunque nella top ten, dopo Stati uniti e Iran.

Il pistacchio è una pianta originaria del bacino Mediterraneo (Persia, Turchia), coltivato, dagli antichi ebrei. La sua coltivazione si è diffusa in Sicilia nel periodo della dominazione araba e da lì in Europa e poi in America, ma è solo dopo la seconda guerra mondiale che il suo uso cambiò gradualmente da costoso prodotto di pasticceria a elemento di eccellenza della cucina.


La varietà più diffusa in Italia è la bianca o napoletana ma quella più celebre e pregiata è il pistacchio verde di Bronte. Chiamato oro verde, famoso in tutto il mondo.

Noi vi consigliamo di provare le nostre.


Alici Fritte – In Crosta di Pistacchio su Crema ai peperoni Rossi

 

alici-fritte-Tiberino-Roma

  • 400 g. Alici
  • Q.b. Acqua
  • Q.b. Farina
  • 50 g. Farina di pistacchio
  • 100 g. di pangrattato
  • Q.b. Sale
  • Q.b. Olio di semi
Per la crema di peperoni
  • Peperoni 2
  • Scalogno 1
  • Olio extra vergine di oliva q.b.
  • Sale q.b.

Togliete la testa e le lische delle alici, apritele e lavatele bene. Preparate in tre piatti diversi, la farina, il pangrattato e la farina di pistacchio. Passate ogni acciuga prima nella farina, poi nella farina di pistacchi ed infine nel pangrattato premendo bene in modo che la panatura sia uniforme. Mettete a scaldare abbondate olio di semi.

Quando l’olio sarà ben caldo friggete le alici impanate due o tre pezzi per volta in modo da non abbassare la temperatura dell’olio. Fatele dorare, ci vorranno pochissimi minuti e scolatele su un foglio di carta da cucina.

Per la crema di peperoni

Pulite ed affettate finemente lo scalogno, fatelo soffriggere in pentola con un giro d’olio extravergine d’oliva. Nel frattempo pulite e tagliate anche i peperoni a tocchetti ed uniteli alla pentola. Salate adeguatamente ed aggiungete 1/3 di bicchiere d’acqua. Coprite con un coperchio e fate cuocere per circa 15 minuti. Quando i peperoni risulteranno ben cotti frullateli. Lasciate raffreddare e disponete la crema sul piatto insieme alla alici panate.


Ti piacciono le ricette di pesce? Prova i nostri Calamari con patate e bietole!

Buon appetito, alla prossima!

 

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Conosciamo l'autore
Chiara Bruni
Chiara Bruni

Social media manager
Chiara si occupa della comunicazione aziendale, è l'organizzatrice degli eventi al Tiberino, ispiratrice di piatti e idee culinarie di ogni menu del ristorante!

1 commenta

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